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Fra storia e natura

L'intervento di valorizzazione di Villa Morea finanziato dal PNRR

“Protezione e valorizzazione dell’architettura e del paesaggio rurale”

le quattro aree di interesse storico

Il recente intervento di valorizzazione di Villa Morea è stato finanziato dal PNRR – M1C3, Intervento 2.2 “Protezione e valorizzazione dell’architettura e del paesaggio rurale”, approvato con A.D. n. 40 del 8 aprile 2022, finanziato dall’Unione europea - NextGenerationEU e gestito dal Ministero della Cultura; soggetto attuatore Regione Puglia.

Le aree destinatarie dell'intervento sono la stalla, il deposito, la colombaia e l’aia.
Gli ambienti sono stati restaurati secondo criteri conservativi, utilizzando tecniche e materiali tradizionali, spesso recuperati in loco, per preservare l’identità storica dell’intero complesso.
Gli interventi non hanno alterato le strutture originarie, ma ne hanno esaltato il valore paesaggistico e culturale, restituendo alla villa la sua funzione di luogo di incontro, memoria e conoscenza.


1.

La stalla del XVII secolo


Il Museo della cultura rurale

La stalla è uno dei manufatti più antichi del complesso e rappresenta un raro esempio di architettura rurale pugliese, con spesse murature in pietra locale, mangiatoie originali e copertura a chiancarelle posate a secco.

L’edificio austero e autentico racconta la storia agricola del territorio.

Dopo il restauro del tetto, il rifacimento del pavimento e la pulizia dei giunti, la stalla ospita oggi un’esposizione dedicata alla vita agricola pugliese.

Il percorso espositivo comprende utensili per la coltivazione e la raccolta, strumenti per la preparazione e conservazione del cibo, oggetti del lavoro domestico, elementi di arredo tradizionali e un’area dedicata ai saperi artigianali femminili, come ricamo, telaio, tombolo, filatura della lana e uncinetto.

Si tratta di un percorso evocativo che conduce il visitatore alla scoperta delle radici culturali della Murgia dei Trulli

2.

L’antico deposito


Spazio eventi e sala accoglienza

L’antico deposito, un tempo destinato agli attrezzi agricoli, ha muri perimetrali in conci di pietra regolari e piccole finestre a sesto ribassato.

Il soffitto, originariamente in travetti in legno e tegole marsigliesi, è stato sostituito da un tetto sempre in legno e con tegole marsigliesi, in parte di recupero.

Oggi il deposito è dotato di servizi igienici e arredato per la fruizione, costituendo una sala polifunzionale per incontri letterari, workshop, presentazioni di libri, attività culturali, manifestazioni gastronomiche legate alla produzione locale, oltre a una sala di accoglienza per cicloturisti e viaggiatori dei cammini a piedi che collegano il mare Adriatico al Mar Ionio.

3.

L’aia, tradizione contadina


Teatro naturale

L’aia, antica pertinenza della masseria del XVII secolo, è un’area rettangolare pavimentata in basole in pietra locale dette chianche.

Esposta ai venti e poco distante dalla masseria era tradizionalmente usata dai coloni per la manipolazione e l’essiccazione dei prodotti agricoli.

Qui animali da tiro trascinavano grandi pietre per la trebbiatura, ossia per separare i chicchi di grano dalla paglia e dalla crusca. Le pietre utilizzate avevano forma ovoidale, spesso in arenaria, con un foro centrale per l’aggancio a un animale da tiro.
La pulitura dei giunti e la sostituzione di alcune basole rendono, oggi, l’aia idonea per attività all’aperto immerse nella natura. La sua posizione rialzata la rende ideale per spettacoli e concerti.

4.

La colombaia


Teca espositiva

La colombaia è un piccolo ambiente dalle pareti bianche al latte di calce, punteggiate da nicchie con mensole in pietra.

Storicamente legata all’allevamento dei colombi, la carne di questi uccelli era molto apprezzata, magra e ricca di proteine e ferro, soprattutto per le donne in stato interessante.

Oggi la colombaia è valorizzata attraverso esposizioni di manufatti in ceramica dell’artigianato locale, trasformandosi in uno spazio che unisce memoria storica e fruizione culturale.